Sabato notte 22.22, 2011

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Sabato notte 22.22.
Non troppo pieno l’ultimo vagone
l’attesa spesa scivolando verso terra
con la schiena contro il muro.
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Seduti quattro a quattro, di fronte ad altri.
Prosegue altre quattro volte per il vagone quest’ordine.
I gruppetti in piedi negli spazi davanti alle porte.
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Nessuno in piedi davanti a noi a renderci miopi,
lo sguardo fisso sulle borse, pance e jeans
come l’ora di punta.
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Ci vediamo ora,
quattro di qui e quattro di là,
di fronte esattamente,
dirimpettai.
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Lo spazio tra noi è sgombro.
Guardarci, vederci,
incrociare gli occhi, abbozzare un sorriso,
niente di questo viene.
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Non sembra che ci siano italiani,
neppure io sembro.
.
Il tempo della corsa seduti insieme
nessuna condivisione.
Potremmo comunicare con gli occhi,
se ci vedessimo un po’.
.
Amori, rinunce, partenze,
abbandoni.
Potremmo raccontarci:
Le mille e una notte
a Milano.

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3 responses »

  1. Pingback: Sabato notte: di Anna Mosca | Bonnie McClellan's Weblog

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