Tag Archives: peccato

Imputami il peccato di voler sopravvivere — 02/2011

Standard

***

Autostrada la notte.

I tuoi baci già mi accasciano.

Faticavo a rientrare

rotte familiari affrontate con esasperata lentezza.

Dolcezze velocemente assorbite.

.

Ferma in autostrada

a lato corsia

ricordando,

al suono del freno d’emergenza

impeti di dolcezza,

con le tue mani appoggiate,

rimaste sopra,

impronte

su carne docile.

.

Saliva morbido il tuo sapore

sul mio corpo

riparto

in movimento

spero di lasciarti indietro

in questo cielo

di vertigine.

.

.

***
Attendo-

Non conosco nulla oggi-

esploro ma senza connessione.

.

Attendo e spingo nel fondo delle tasche,

poco profonde,

la paura.

.

Non so cosa vivi

cosa pensi, se mi pensi, cosa farai.

Non so cosa penso, cosa farò, cosa voglio,

se mi vivo.

.

Vorrei averti, vorrei lasciarti indietro.

.

Attendo

come un suono nelle orecchie

lontano

unghie che graffiano un vetro

che cercano scalfendo

un’entrata al futuro.

.

Non temono di rompersi.

Io un pò temo.

Attendo.

.

Arianteo Cinema all'aperto in una notte di pioggia. Luglio 2011.

Imputami il peccato di voler sopravvivere — 02/2011

Standard

***

E’ quasi il giorno in cui queste parole
saranno per te come per un altro,
trafitta
immobile davanti ad uno schermo,
le tue parole per un’altra
bruciano.

.

***

Inutile,
in questo momento non sei altro.
Assente,
non amico, non amante,
eppure pretendi,
d’occuparlo un posto.
Vacante.

.

***
Tu andato
immagine sfuocata
come l’occhio coperto di lacrime
ti ha visto l’ultima volta
tremulo
più delle mie labbra
troppo lontane
dalle mie mani
serrate.

.

***
Siamo porto uno per l’altro

partenze ed arrivi

carichi clandestini notturni

scarichi silenziosi bisbigliati

rapidi a volte

lenti ed attenti altre.

siamo frementi a momenti

siamo restii

siamo banchine

costruite perchè il mare vi lambisca contro

bacio dopo bacio.

.

.

.

Imputami il peccato di voler sopravvivere — 12/2010

Standard

***

Il tuo desiderio scivola
creando itinerari
d’acqua
in me.
.

***

Cerco impronte
sulla mia carne
cedevole,
inutilmente.
Lascio perdere
e mi spettino
per uscire..

.

***

Mi immergo
dentro te
per evadere.
.

***

Mischio alla polvere la luce
che si libra consistente.
Vago, io stremata e senza luogo per dormire,
attendo, inutile,
dissuasa.
Nessuna intromissione.
La mia notte non si sporge oltre
il giorno tarda.
Nel frattempo
mi stempero.
.

***

Neghiamo di
navigare il mare delle possibilità
vorremmo occhi
persi oltre l’orizzonte
senza allontanarci dal porto
vorremmo sogni
senza risvegli
notti senza fine a coprire i nostri desideri
vorremmo l’isola
senza intromissioni
senza.

.

***

Isola, isola-ta, isola-mi, io-sola.

.

Imputami il peccato di voler sopravvivere — 11/2010

Standard

***

Mi battezzavi meraviglia
destinazione luminosa

.
mi hai accarezzato i capelli
solo quello
per perderci.
.

Per intenderci
lì ci siamo inventati.

.

Scovati tra sguardi
e nebbie.

.

.

***

Mi blocchi continuamente e mi parli,
mio cuore

.
di fermarmi in questo silenzio sospeso,
denso

.
il rumore dei miei passi lo disturba,
così mi muovo a tratti

.
presa tra la bellezza e il senso del dovere:
incontrare amiche addolorate,
supermercati, traffico, soldi che puzzano.

.
Cancellerei tutto
per star sola con te mio cuore,
che nessuno riesce ad amarci.

.

***

Ti accompagno alla macchina,
ti accompagno alla vita

.
ti accompagno
ti sarò compagno per una notte
o metà settimana;

.
mezza vita l’afferro,
e ti stringo a me.

.

***

Ti insinui
continuamente
nelle pieghe del mio giorno

.
con parole come dita vogliose
piccoli punti come labbra protese
dolci abbandonate

.
dettagli
come una vicinanza
necessaria per respirarsi

.

***

Nebbia che
come lacrime
vela la visione

.
la tenerezza sorge
da un sorriso
timido.

Imputami il peccato di voler sopravvivere — 10/2010

Standard

***

Ancora li indosso
per sentirti addosso
per esserti dentro
per mantenere lo sguardo
lungo esitante
innamorato che cadeva
lento e non finiva
miele che non lascia il cucchiaio.

.

***

Ci ascoltavamo senza parlare.
La lentezza dello sguardo
dava alla nostra storia un ritmo
lento,
diluito.
Conoscevamo orizzonti
fuori dall’inquadratura.
Mettevamo a fuoco ogni cosa
e forse,
lì,
ci siamo spaventati.

.

***

Una riga,
dentro una volta c’eravamo noi.
Ceneri
negli angoli di una stanza buia.
La notte
attendo che mi si racconti l’amore.

.

.