Tag Archives: poesie

Quaderni californiani, 2013

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*

mi adorna

un sorriso inaspettato

.

io che attendo poco e vivo

d’ora che esploro sorvolando

.

non trattengo più nulla lascio

che il movimento accada e non ho

 

indirizzi, punte di spilli o di matite

mi trovo felice tra le ultime tre righe

.

 

IMG_9275.

Quaderni californiani, 2013

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*
la giornata scivolata
come acqua in un rigagnolo
premurosa d’arrivare
a valle dove non
mi interessa
stare
.
vorrei fosse passata
sgranandola un poco alla volta
lentamente rallentando
il ritmo di ogni preghiera
.
indugiando sui toni di luce
e di calore sulle distrazioni
mi sembra d’aver fatto
troppo e nulla
.
vorrei riprenderti da capo
respirando le mie scuse
ricominciare
.

.

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Quaderni californiani, 2013

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*
taglia netta
come un sorriso caldo
la luce pre-crepuscolare
i tronchi delle palme prima
delle montagne adagiate stanche
.
mezza luna storta sorride al falco
aperto sopra le cime tra i venti
soffici e caldi, io pure, adagiata
stanca non smetto di
attendere meraviglie

.

.

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Colori Estivi, maggio 2012

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*

.

Quelle ore che si trascinavano

con un loro tempo tra le nuvole

le risate a sorsi i silenzi tra gli occhi

le bocche incollate. Quelle notti

rapide insonni e la luce troppo presto

.

ore regalate al sole che scorreva a lato

sopra le nostre pelli dolcezza

l’allegria quieta dell’inaspettato che

conquista e rinchiude

in una pausa rallentandoci.

.

Gambe allacciate

ai fianchi come catene.

.

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2013-05-11 23.44.16

Due poesie, Settembre 2011

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***

.

Soprattutto nei pomeriggi estivi.

Tutto quel cucire, tagliare,

puntare, imbastire, ricamare.

 .

Aprire e chiudere le stoffe, le forbici.

Tirare le pezze sui telai,

il filo attraverso l’ago.

 .

Immergerlo vederlo scomparire

-sbirciar dietro qualche volta-

vederlo ricomparire, tirarlo,

osservarne la scia colorata.

 .

L’arte imparata il silenzio fermo,

la creazione, il tempo speso bene.

 .

Sapere dove infilare l’ago dove farlo uscire

sapere con maestria e la mente sgombra

ali di serenità e vita mai accaduta.

 .

.

Come un ago nero su bianco

scrittura

posiziono una lettera dopo l’altra.

.

Trascino colori immaginati

che sanno dove andare,

 .

il tuo mare è verde, il mio sciacquato di blu,

il suo petrolio, per lei è sempre grigio.

Appunto le parole, tiro il foglio, lo giro

cosa sarà avvenuto dietro i miei occhi.

 .

Taglio, taglio, taglio dopo il nodo i fili che pendono,

tutto ciò che è largo, che slabbra, che avanza.

.

Se tu vedi

in due righe

capisci il resto cresce.

.

.

***

 .

Lei ha perso i denti,

 .

lui il sorriso.

.

.

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La Memoria

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*
Sopravvissuta a una pancia
squartata da soldati di ogni colore terrorizzati
accolta in una terra mascherata da pace con arcobaleni
alle finestre tra mani calde e bocche che
presto discrimineranno se non ti saprai adattare
nascondere bene il dis-agio
quello che la tua pelle ha assorbito
nel ventre in una guerra ingiusta
religioni inventate per dividerci e
allontanarci da un dio il cui fiato è l’unico
di vita.
.
Ho letto nel libro dei martiri cosa facevano
secoli orsono i persecutori urlavo forte
non proseguivo,  (inciampavo nei singhiozzi,)
lo fanno ancora zittiamo l’urlo
scendiamo le scale
della metropolitana correndo un po’,
quasi scappando, verso il lavoro,
verso una pagnotta che
non ci garantirà una non morte.
.
La morbosità dei dettagli sfama gli animi avidi
i cuori delicati non aprono più pagine
quasi nebbia dietro le lacrime
non si notano.
I violenti urlano pace per amore di sommossa.
Non so più cosa credere dove
voltarmi come aiutarmi se non con un sorriso
una mano tesa, un complimento.
.
So, che
nella paura a breve
mi morderai la mano, mentirai
in una foga di vendetta
di giustizia, così proseguono le guerre tante.
Parliamo tutti,
ci si assembra da una parte all’altra
da un confine all’altro ma
non abbiamo silenzi
da condividere.
Non comprendiamo.

.
(per Sophia)

Sepolture, 2012

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*
Mi stanco di scrivere
dell’anima, di cercarla
.
tra le parole, come
erba alta che si scosta
.
e riempie d’acqua
marcia, come
onda che non si ferma
 .
un attimo e non si appunta,
.
come nuvole sotto
il vento, come fiato
caldo nell’inverno,
.
come spinge.

.

.

Sepolture, 2012

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.

Cerco
di conoscerla
———individuarla
.
allegarla a dei ricordi
———come legami
—————–che la stringano a qualcosa
 .
che mi conceda di avere
occhi

per afferrare carezze.
.
Ma credo che sia
vapore, aria,
respiro.
.
.
Siamo sazi
di fiato, intorno a noi
l’aria riempie
lo spazio.
.
.
Quel sospiro che
ti ha lasciato che cercavo
in fondo alla tua gola
.
mi sono avvicinata
———-ci ho guardato dentro
in quel buio
vuoto.
.
La bocca semiaperta è rimasta
nel tuo corpo freddo
per farmi capire
.
una staffilata.
.
Un guscio abbandonato
e tu——–tra le braccia
—–di chi?

.

.

Sepolture, 2012

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Non comprendo più
—-bene
cos’è l’anima
la confondo

con—-le emozioni impalpabili
sorgono e crescono certe
vanno
certe restano——vapori che si

—–allargano
e scompaiono

le vedi chiare un attimo e
poi non più
—–è passata

il ricordo un ingoio e un

respiro forse nella notte.

.

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epi-taphiòn, 2012

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17-01-2012

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Mi hanno confermato che sono

stasera i fuochi

———i falò

della notte d’inverno

.

nel buio gelido___si innalzano

le fiamme e ci si disfa di tutto

——–si accatasta

per vederlo ridursi

e incenerire——-ci si alleggerisce

mentre si guardano

le fiamme che salgono

——–incompresibili

nel movimento

——————calamitano

e respingono

———ci si confonde

:

non si pensa, si avverte

che si fissa

il vuotoalla ricerca di un appiglio.

.
.

L’aria innanzi, la luce contro

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Esce la scena
la luce contro
su gambe massicce
.
solido il passo lento
incerto il braccio
abbandonato
.
trascina una sciarpa
in controluce spazza
il pavimento, la luce
dentro il pulviscolo si muove
.
intorno
tutto è immobile
un fotogramma pieno
Carlos e l’aria innanzi la porta.
.
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Il peso del tempo, 2011

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Sento il peso
del tempo, duro
l’appoggio alle tue braccia
era soave, incerto
data la mia tara
avrei voluto sottrarmi
.
lasciare lo spazio da conto
tenerti serbato, da parte
non consumato, girarmi
altrove, aprirmi verso un’altra valle
distesa la fronte
nessuna ruga fra noi
.
Agosto 2011
.
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Milano come un treno, Dicembre 2011

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Milano è come un treno
mi attraversa
sincera nel gesto discreta
nasconde bellezza
un diario non letto
un set non ancora sveglio
freddo la mattina
mi solletica piano
stringe i cordoni
sempre più vicina, dentro
un ventre aperto.
.
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