Tag Archives: quaderni californiani

Preludio di cielo

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Sundays are dedicated to Italian Poetry

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non voglio

lasciare mai più

questo silenzio

 

questa pace che

ieri mi spaventava

preludio di cielo

 

come lo ricordo

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Sì, la domenica le poesie saranno in italiano!

Questa poesia fa parte della raccolta California Notebooks 02 .

Tuesday Poems will be in English as usual.

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Quaderni Californiani (ITA vrs.)

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trovare il modo
di zittire i pensieri
rumorosi ossessivi

figli della paura per
accogliere quelli a forma d’ali
amalgame di leggerezza

piume su muscoli forti
che ci permettano di librarsi
nella bellezza della vita

con il becco spalancato

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Poesia tratta dal nuovo libro “California Notebook” in vendita da Feltrinelli per avere la vostra copia cliccate qui

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News e aggiornamento sui Quaderni Californiani (California Notebooks)

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News e aggiornamento sui Quaderni Californiani (California Notebooks)

Buongiorno a tutti, alcuni di voi già sanno che il libro California Notebooks è in stampa e verrà presto messo in distribuzione! Le magie accadono. E’ un po’ come essere dentro una tempesta nera, ebbene sì – la mia vita ultimamente è stata piuttosto complicata – e all’improvviso scorgere un po’ di luce, quel raggio d’oro che sbuca. Wow.

Desert pics close up watermarked copy

Il progetto è cominciato con un viaggio inaspettato in California, un paio di anni fa, nel deserto della Coachella Valley, nel bel mezzo dell’estate. Ah, è stata una scelta saggia? No di certo per chi vive di logica ma scelsi di seguire la mia intuizione. Il caldo e la luce mi stroncarono togliendomi le parole e cominciai ad osservare tutto ciò che era intorno a me, come le mie emozioni reagivano. Beh, questo è quello che fanno i poeti e io sono poeta da un bel po’ di tempo. Sono anche una fotografa da lungo tempo e, avendo insegnato fotografia per anni, adesso mi piaceva dilettarmi con le fotografie vintage. Il deserto, senza dubbio, era molto fotogenico.

Quando tornai in Italia ero cambiata e non potevo smettere di pensare all’atmosfera magica in cui ero stata immersa. desert tripod smile smallLavorai ancora un po’ all’Accademia d’Arte di Milano dove insegnavo, eseguii la sessione autunnale d’esame dei miei studenti e ripartii per la California. Dovete sapere che è una mia abitudine quella di viaggiare per inseguire la luce che illumina e bagna i posti stranieri, di scattare foto del miracolo e poi di organizzare mostre in Italia. Qualche anno prima avevo cominciato a combinare fotografia con poesia e The London Hours diventò un bellissimo libro. Alcune poesie dello stesso furono pubblicate su questo blog e furono scelte per video poesie e per performance pubbliche.

Molte altre collezioni seguirono, la maggior parte pubblicate qui on line, sulla luce della Riviera italiana, sulla luce delle Riviera francese, sulla luce di alcuni laghi italiani e così via. Devo ammettere che il sud della Francia mi tenne prigioniera di un incantesimo per un bel po’ di tempo. E’ il luogo dove gli Impressionisti bevvero quella luce e si inventarono quelle innovazioni nel campo dell’arte ed è il paradiso per un fotografo. Per parecchi anni affittai uno studio sulla costa e continuavo a oltrepassare quel confine che non era più confine. Adesso è il turno dei California Notebooks, ossia dei Quaderni Californiani.

Viaggi nel silenzio, nella meditazione e nella pace, crogiolandomi nella luce, intensa. Passeggiate nel deserto e nell’anima come nelle memorie. So che alcune persone non capiscono questi discorsi, ma molto di noi invece sì, considerando il numero dei miei amati lettori. Vi ringrazio per camminare con me in questo percorso! La vita di un artista è affascinante e credo sia anche un destino. Non è che io posso allontanarmi e fare altro senza sentirmi male perché voglio provare ad avere un lavoro normale dalle 9 alle 5, con le vacanze pagate e i giorni di malattia. Lavoro continuamente e cerco di aver cura della mia salute inoltre creare è come mettersi in viaggio per una vita migliore, la mia e la vostra spero. Amo arricchirmi spiritualmente per poter condividere con gli altri.

BRIANZA BOOK FESTIVAL 2015 by Gianluca Carrara copyCosì quest’estate ho coltivato un orto stupendo in Italia, ho fatto dei bei reading pubblici dei Quaderni Californiani in un bel po’ di posti e camminato l’irta strada della malattia di una parente anziana. Non ho mai fatto una pausa, non ho fatto vacanze, non ho mai visitato il mio amato Mediterraneo una sola volta. Invece ho piantato molte cose, ho nutrito molti, ho praticato l’aver cura e ho lavorato al libro; sarà un bel libro.

Vi terrò informati dei progressi, nel frattempo fatevi sentire, sarebbe bello. Siete felici con me e farete parte dei miei festeggiamenti?

Sono molto felice che vi piaccia quello che condivido ogni settimana, amo trovarvi qui!

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The California Notebooks by Anna Mosca “To create poetry means to be the missing syllable” – I quaderni californiani di Anna Mosca: «Creare poesia significa essere la sillaba che manca»

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July 2015 was even a better month than June and held another nice surprise for me. A great and long article on the main newspaper of the area I’m at in Italy, and it’s also online. Here is the link to the page in Italian and below, for you, is the full translation of the article in English. Hope you enjoy it. Please do click on the link to see the pictures.

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Luglio è stato ancora meglio di Giugno e mi ha riservato un’altra gradita sorpresa. Un’articolo lungo e stupendo sul principale giornale della zona in cui sono in Italia, ed è anche online. Ecco il link all’articolo in italiano mentre sotto c’è l’intera traduzione dell’articolo in inglese. Spero che vi piaccia.

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http://www.ilcittadinomb.it/stories/Cultura%20e%20Spettacoli/i-quaderni-californiani-di-anna-mosca-creare-poesia-significa-essere-la-sillab_1131416_11/
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i-quaderni-californiani-di-anna-mosca-creare-poesia-significa-essere-la-sil_9b527b14-2c6a-11e5-b047-d74f8ddc6df7_936_1134_new_header_vert_larg.

The California Notebooks by Anna Mosca “To create poetry means to be the missing syllable”
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Anna Mosca is back in Monza with her notebooks from California. These are made of poetry and photographs to tell us of a moment suspended in time, refined by words. They are notebooks compiled in recent years. Also online.

Maybe California is not that thing there: a little finger and index and a thumb suspended and agitated while waiting for the big kahuna, the big wave, the point of no return of a lifetime. Maybe that life is different, a moment, a moment frozen under a sun that alone says that the moment is perfect without the ocean coming to tell you it’s time for everything. That moment is what Anna Mosca was looking for. Or maybe not, she didn’t seek it out, she simply looked around with the idea of describing it in her California Notebooks. These notebooks from California made of poetry and photographs that she has compiled in recent years, also online at http://www.annamosca.com, are dramatically changing her relationship with poetry – and life probably.

Anna Mosca: poet, from the Monza area but of another world, photographer, former high fashion model, a bit of everything, to tell the truth. But today she is especially that adjustment of lines and images that describe a new relationship with reality. To my inquire for this interview, “your poetry seems suspended in the words and in the construction semantics, marching parallel between English and Italian”, she respond, “yes, to suspend a concept, an image, is exactly where I want to be with my poetry, to create gaps… reflection pauses. English comes first as a language, generally, though not always. When I have to think fast, to formulate a concept, to plan, to tell about a dream, a project, a speech of the soul, it is always, inevitably, in English. English is concise, direct, incisive and short. It is light, I really like this language. It is well suited to my type of artistic communication and it’s understood by many”.

When you have to move to the form, her syncopated jazz made of words, then she says: “Think of Georgia O’Keefe who with large oil paintings of flowers forced those people that were learning to go by too fast, to notice the inside, the details of a flower, a beauty available to everyone but too often ignored by the impelling rhythms of life… Poetry – which must necessarily be read more than once to be enjoyed – if placed strategically on the page becomes interesting, it leads you to play with it, it becomes an attempt to compose and recompose, to make a sense of lines and words that often the reader would write differently, if given the chance. When poems are read – and read again – when we are touched first by one verse, then by a definition only, then by a surprising ending, then again by a metaphor, we end up going back to read it once more and it takes new forms, different interpretations right then magic happens. It becomes for those who take the time, a smart game, similar to the Tangram and a personal revelation, adaptable to the life experience of each one. I eliminated punctuation on purpose through the years so that the player may be involved, dedicated. My poetry has almost always been side by side with my conceptual installations, where the attention and the curiosity of the visitor were some of the main ingredients and, almost always, his interaction was needed.”

Anna Mosca puts art on the table: if Word has a plastic sense then her intervention is sculptural. “A sculpture of words, and white spaces, made of respires more than words. Poetry is something that I see, that I sense, that I almost physically feel under my hands. It comes to be known mentally only a moment later. Years ago I described writing poetry as a way to carve my thoughts. I now believe I indeed sculpt more a suspended moment that materializes in front of me and, only then, I think and analyze it, “If I arrange myself / coherently / between white spaces / give me a rhythm / suspended / between bodies and souls / that will transfer / transfigure / transcribe / the light on the soft / curve of waves / a second before / dark “(Summer Colors).

Some of her favorite poets? In Italy, Sandro Penna, Giuliano Mesa, Italo Testa and Giovanni Catalano. Then Franz Wright, Li-Young Lee, Milosz, Vera Pavlova, Rumi, and “others that more than adhering to a tradition, or writing style, are traveling to space, that space between the words, written and verbal.” Poetry then made of lingering times: “Certainly meditative and often silent poetry, sometimes I wish that poems were like those thoughts within us that manifest as if declared aloud, that capture our attention and take us somewhere but they are indeed very personal and often not deducible by others. There has always been this desire, this matrix, in me to reach this place but I think that very often, in earlier times, I was writing more about the cries, the pains, of life. You know, about some ended love story, or to express my rage toward a human being, political or other, these cries were so loud, they were screaming louder and were taking all of my attention.”

So this is a new beginning, for a poet who in recent years has often crossed the path of Poesia Presente, the only poetry show in Italy that has affected the national scene of the poetic verses. “The goal, as I said before, is to be able to communicate what is there, what we have, and not what is lacking, an exercise in gratitude, let’s say in a simple way, that opened new worlds to me. Worlds that I’m ready to see today and I hope to be able to show to others. Years ago a teacher made a strong comment on my poems, that were popular because they had a high dose of pain and anguish within, which many people identified with, and then he asked me to write instead about joy, fullness. I replied, surprised and in a resolute way, that poetry has to do with the wounds of the soul and this is what resonates with others. His response, uttered softly to me, was to use this ability of mine to play a melody, just as beautiful, but an octave higher. At the time it seemed impossible, empirical, but subconsciously I must have opened some doors… I found myself leaving my work commitments as art professor in Milan and traveling to the Californian desert, hanging around just a handful of people and enjoying different life rhythms. I was the dot in the white space, the missing syllable. It all came around and indeed I got a larger audience, more than I could have ever imagined. ”

From herself unto others: “I really like that what I do can enrich others and I think that poetry, not only mine, is having a renaissance in the world – says Anna Mosca -. I like to be surprised, to be in awe of something and also to find out I was wrong. Every time that happens it’s a new beginning. ”

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A. Mosca by M. Utterback on Salvation Mountain SMALL copy.

Written by Massimiliano Rossin – The Citizen Newspaper – MB

Il Cittadino, Thrursday 16 July 2015

Photos by: Gianluca Carrara, Michal Utterback and Anna Mosca

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Quaderni Californiani – Stanotte

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The original poem, in English, can be found here:

https://annamosca.com/2014/04/18/california-notebooks-2014-4/

 

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stanotte
la luna è piena

svuotata da mille impegni
io sommersa dall’acqua
bollente forse illuminata

dal cielo arriva il silenzio
il riposo si avvicina
nascosto alla luce

un mondo capovolto una capriola
una contorsione mi ritrovo
stella sbalordita persa

dentro qualche luce spengo
i pensieri – poi gli occhi
vibrano appena

senza peso nello spazio
che scopro dentro

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Quaderni Californiani – Decorata

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The original poem, in English, can be found here:
https://annamosca.wordpress.com/2013/10/19/california-notebooks-sept-2013-3/

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io decorata
da un sorriso inaspettato

adesso presumo poco e vivo il momento
esploro mentre passo sopra

ho smesso di trattenere
lascio cadere

non ho più indirizzi, spilli
o matite mi ritrovo

con delizia nelle ultime
tre righe

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Quaderni Californiani – Incoscienza

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The original poem, in English, can be found here:
https://annamosca.wordpress.com/2014/08/18/california-notebooks-2014-25/

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permettimi un tuffo
sotto la superficie
delle cose dette una volta

dentro un fiume
d’incoscienza
dentro un mare di

.

suoni attutiti si
muovono lentamente
nel ventre di un sorriso

nato nei miei occhi
mentre mi osservi
desiderare il sonno

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Quaderni Californiani, 2014

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colgo un petalo
abbandonato sull’erba
bagnato

spinto via dall’acqua
feroce lo accolgo
e distendo

osservo le pieghe
tra le gocce
la forma stanca

un ballo la mente
ospita una ballerina
spoglia

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2014-01-23 14.15.15

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Quaderni Californiani, 2014

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stanotte
la luna è piena

io svuotata da mille
fatiche mi adagio in questa
acqua bollente forse illuminata
dal cielo giunga il silenzio
si avvicini il riposo

nascosto dalla luce
un mondo all’incontrario
un guizzo e una capriola per
ritrovarmi astro vagante sotto
dentro qualche luce spengo prima

i pensieri poi gli occhi vibro appena

leggera nello spazio
che mi sta dentro

 

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Anna Mosca Copyrights 2014

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Quaderni californiani, gennaio 2014

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tocca l’arancione
vicino al giallo
pieghe allungate

.
sotto una luce di sbieco
ombre intense
qualche piccolo taglio
.
che non esiste, il mio
cervello filtra e crede che
in realtà non voglio

.
sapere se l’arancione è
l’illusione che stimola
i miei sensi – mi allarga
.
il cuore – vivo
ora preferisco
berne senza analisi

.
versi sciolti
occhi affamati
ingurgito gratitudine

.

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2014-02-09 09.44.41

Poems selected from 2013 featuring on IPM today (audio versions too)

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sitting

hushed – heat isn’t the cause

 .

willfully watchful of this silence

pregnant of barely perceptible sounds

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the sky one solid color

 .

velvety wings moving

producing no noise they found

no obstacle

 .

not even the humming birds

make noise I rest at last

 .

desire raises

 .

not to move

ever abiding surveilling

the light severing the valleys

when it falls

.

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resto

immobile e non per il caldo

per osservare meglio questo silenzio

denso di suoni appena percettibili

il cielo un colore unico intenso

vedo ali vellutate muoversi

senza rumore, non trovano ostacolo

.

neppure il colibrì fa rumore

finalmente riposo

.

il desiderio sale

 .

di non volersi muovere

mai più per restare a osservare

la luce cadendo tagliare le valli

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(The audio versions can be found at the end of each poem here http://wp.me/phPCu-IE)

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Quaderni Californiani, Gennaio 2014

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un petalo può condurre
a una distesa di fiori

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di poesie e pensieri lievi
sorprendentemente colorati

.
a un mondo interno extraurbano
proiettarmi con un binocolo che

 .

guarda verso la terra io che

credevo di esserne sopra

 .

dentro non ancora sotto

io che credevo e non so più

 .

io che credo sempre più che

sono e non importa null’altro

 .

che amo vivere un atomo

alla volta la mia esplosione

.

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2014-01-27 11.46.39

Quaderni californiani, Settembre 2013

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sorprende l’ulivo
giovane con tronchi
d’eucalipto quasi d’identità
.
indeciso con i rami ai venti
piegati di qua e di là non distante
da ulivi anziani con tronchi nodosi
.
ritorti e forti prima
delle palme prima
dei cactus

.

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2013-11-17 11.08.25

Quaderni californiani, 2013

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accade che si abbassi

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la vista come un telo lattiginoso
ventiquattro o trentasei ore e vivo

.
d’altro non combatto, sento, annuso
e le ore scandite hanno il loro sapore

.
lento e dolce di chi è cieco di bianco
di chi non sa di chi crede che

.
anche stavolta risalirò il sangue
per guardare di nuovo fuori

.

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